Taccuino. Medicina

August 22nd, 2008

Con medicina, nella lingua italiana, si intendono vari concetti legati tra loro:

  1. Il farmaco o medicinale o medicina; Nella lingua italiana parlata correntemente nel Canton Ticino si usa il termine medicamento che in Italia ha, invece, un valore aulico.
  2. L’insieme delle discipline scientifiche che, studiando la fisiologia e le patologie, si occupano della salute di persone o animali.
  3. La pratica professionale dell’arte medica da parte di una persona (medico) che ha conseguito un titolo accademico riconosciuto legalmente;
  4. Lo studio e la prevenzione di patologie legate a un particolare contesto sociale (medicina del lavoro, medicina delle comunità, medicina sportiva, medicina spaziale)
  5. L’applicazione delle conoscenze mediche a particolari campi non direttamente correlati alla salute di individui o comunità (medicina legale)
  6. La pratica di discipline di cura alternative, non riconosciute ufficialmente, vedi medicina alternativa;

Specialità e ripartizioni della medicina
Voci correlate

Fasi del lavoro medico
  • Anamnesi
  • Diagnosi
  • Terapia
Altre voci
  • Assistenza infermieristica
  • Dichiarazione di Alma Ata
  • Medicina alternativa
  • Operatori socio-sanitari
  • Organizzazione Mondiale della Sanità
  • Premio Nobel per la medicina

Taccuino. Trevi (PG)

August 22nd, 2008

Trevi è un comune di 7.773 abitanti della provincia di Perugia. È inserito tra i Borghi più belli d’Italia.

Geografia

Il

territorio del comune si estende dal fondovalle (210 m s.l.m.) ai monti Brunette (1.422 m) e Serano (1.429 m), e si può equamente ripartire in tre zone distinte di pianura, collina e montagna, ricoperte da vegetazione altrettanto differenziata. In pianura, i terreni fertilissimi e ben irrigati da numerosi corsi d’acqua, anticamente occupati in gran parte dal “lacus Clitorius”, si prestano alla semina di specie annuali. La collina, di calcare alcalino molto “sciolto” e quindi molto drenante, è l’ambiente ideale per la coltivazione intensiva e altamente specializzata dell’olivo, che dà un olio tipico e molto pregiato. La montagna infine è ricoperta di boschi, in massima parte cedui, e prati.

Tutto il territorio offre straordinarie risorse naturalistiche e ambientali, nonostante sia intensamente antropizzato, poiché è abitato da millenni, compresa la zona montana ormai spopolata.

Da vari decenni, infatti, si registra l’abbandono degli insediamenti alle quote più elevate e l’aumento demografico delle località di pianura, fenomeno ormai generalizzato. L’espansione più consistente, iniziata nell’immediato dopoguerra e tuttora in atto, interessa principalmente Borgo Trevi (attività commerciali, uffici e abitazioni), Pietrarossa (zona industriale) e Matigge (artigianato, piccola industria, commercio).

Fiumi e canali, tutti di modesta portata, scorrono in direzione Sud–Nord e confluiscono in un unico collettore nei pressi di Bevagna. Il loro corso è il risultato di secolari opere di bonifica, documentate già dal tempo del re Teodorico (VI secolo) e protrattesi fino ai giorni nostri, quando fu costruita la diga per regolamentare le acque meteoriche del torrente Marroggia, che era soggetto a frequenti e disastrose esondazioni.

Il maggiore dei corsi d’acqua di portata regolare è il Clitunno, alle cui acque venivano attribuite proprietà miracolose, tanto da essere deificato in epoca romana e cantato da numerosi poeti, dai classici latini fino al Byron e al Carducci.

Storia

Plinio il Vecchio la classifica come una città degli Umbri, e il nome latino Trebia potrebbe derivare dalla radice umbra treb-, componente delle parole che in quella antica lingua indicavano casa, costruzione, costruire. La sua esistenza, prima della dominazione romana, è testimoniata anche dalla “stele di Bovara”, con iscrizione arcaica, rinvenuta di recente, ma nel suo territorio stanziarono civiltà preistoriche, come attestano ritrovamenti del paleolitico.
Acquistò grande rilevanza quando, in età imperiale, fu ripristinato l’antico corso della Flaminia e si sviluppò in pianura, in località Pietrarossa, una vera civitas con edifici monumentali di cui rimangono numerosi resti, mentre sul colle seguitò a sussistere l’arce fortificata con robuste mura del I secolo a.C., tuttora visibili.
In antico aveva giurisdizione anche su “ville” di montagna a est e su gran parte della valle sottostante, attraversata dalla Flaminia e solcata dal Clitunno, allora navigabile.
Fu sede vescovile fino all’XI secolo.
Con il dominio dei Longobardi, che istituirono il potente ducato di Spoleto, Trevi fu assegnata a un gastaldo. Agli inizi del XIII secolo si costituì in libero comune, che alleatasi con Perugia per difendersi da Spoleto fu, con alterne vicende, in lotta con i comuni vicini, ottenendo il libero governo soltanto nel 1389. Subì il dominio di vari capitani e, segnatamente, il funesto vicariato dei Trinci di Foligno fino al 1438 quando, tornata al diretto dominio della Chiesa sotto la legazione di Perugia, seguì le sorti dello Stato Pontificio fino all’unificazione.
Nel 1784, da Pio VI, fu reintegrata al titolo di città.

Cultura

Nel basso Medioevo e nel Rinascimento ebbe il suo periodo migliore, caratterizzato da straordinari commerci che ne favorirono la floridezza economica (veniva chiamata “il porto secco”), testimoniata ancor oggi dai numerosi palazzi del centro storico, degni di figurare in città ben maggiori, e la crescita economica fu accompagnata da vivacissima attività culturale e sociale.
Già nel 1469, per favorire la circolazione del denaro svincolato dall’usura, vi fu eretto uno dei primissimi Monti di Pietà, seguito poi dal Monte Frumentario e varie altre istituzioni benefiche e assistenziali. L’attenzione rivolta all’elevazione culturale ebbe la massima espressione con l’istituzione del Collegio Lucarini, attivo fino all’avvento della Scuola Media Unica.
Ma l’avvenimento più qualificante per la storia culturale di Trevi fu l’impianto di una prototipografia già nel 1470. Essa fu la prima in Umbria e la quarta d’Italia, e per il particolare contratto con cui venne istituita, si può classificare come la prima società tipografica di cui si abbia memoria in assoluto.

Non meno interessanti sono la storia e le tradizioni legate alla cultura religiosa.
Documenti antichissimi attestano che sant’Emiliano, il primo vescovo della città, martirizzato sotto Diocleziano, fu legato ad una giovane pianta di olivo per essere decapitato. L’olivo ultramillenario, il più vecchio dell’Umbria, si può ancora ammirare, vegeto, a trecento metri dalla gloriosa abbazia benedettina di Bovara. La devozione verso S. Emiliano ha influenzato la cultura e la storia di Trevi. Lungo un percorso inalterato da secoli si svolge ancora, la sera del 27 gennaio, vigilia della festa del Santo, la straordinaria processione notturna detta dell’Illuminata, che è sicuramente la manifestazione più antica della regione.
Attraverso vari secoli, molti trevani si sono distinti nei più alti gradi della gerarchia ecclesiastica e vari altri hanno acquistato fama di santità per le loro opere. Tra i più recenti: il beato Placido Riccardi (1844-1915), abate benedettino di Farfa, sant’Antonino Fantosati (1842–1900) missionario francescano, vescovo e martire in Cina e il beato Pietro Bonilli (1841-1935), umile parroco di campagna, fondatore della congregazione delle suore della Sacra Famiglia, per l’assistenza alle cieche e sordomute, tuttora operanti in vari continenti.
Tra le varie case religiose hanno acquisito benemerenza particolare i benedettini dell’abbazia di Bovara, che dettero un forte impulso all’agricoltura, bonificando vaste zone della valle e sviluppando in collina la coltura dell’olivo, che con alterne fortune è coltivato in queste zone da tempi antichissimi e fornisce un olio tra i più apprezzati.

Altro prodotto tipico dell’agricoltura locale, che merita una menzione particolare, è il sedano nero di Trevi, una cultivar particolare che cresce su un fertilissimo fazzoletto di terra, fino a pochi secoli addietro occupato dalle acque del lago Clitorius.

Trevi fa parte di:

  • Città dell’Olio
  • Cittàslow

Taccuino. Frank Brangwyn

August 22nd, 2008

Nato a Bruges, in Belgio, dove suo padre William Curtis Brangwyn aveva ricevuto, nel 1865, l’incarico di decorare la basilica del Sacro Cuore, tornò in Galles con la famiglia nel 1875, dove ricevette un’educazione artistica dapprima presso lo studio del padre e poi nell’atelier del noto artista William Morris.

Nel 1884 la sua passione per l’arte ricevette un notevole incentivo con l’ammissione di una sua tela all’esposizione estiva della Royal Academy e sei anni dopo, nel 1890, la sua tela Funeral At Sea vinse la medaglia d’oro al Salon di Parigi. L’opera si inserisce dopo un periodo di intensa sperimentazione paesaggistica, all’interno del cosiddetto “periodo grigio”, caratterizzato dalla scelta di una limitata gamma cromatica.

Attratto dalla vena orientaleggiante già seguita da molti suoi colleghi, Brangwyn partì ben presto per un viaggio verso Istanbul e il Mar Nero, realizzando numerosi studi e schizzi su un taccuino oggi in mostra alla Royal Academy: molti di questi disegni si trasformarono in dipinti già durante il suo viaggio di ritorno, in particolare le vedute di Spagna, Marocco, Egitto e Turchia. La sua gamma cromatica si ampliò quindi, includendo tinte dorate che inizialmente non raccolsero il favore della critica. Dopo un breve ritorno in patria, il pittore si recò quindi in Africa fino a che, nel 1895, Siegfried Bing lo invitò a Parigi. Durante questa sua permanenza europea, il critico lo indirizzò verso le arti applicate e Brangwyn iniziò a dedicarsi alla decorazione d’interni, alle vetrate e alla progettazione di decorazioni per tappeti e tappezzerie. Il suo stile decorativo sempre sobrio riscosse consensi sia in patria che negli Stati Uniti. La sua opera più nota sono i British Empire Panels, una serie di pannelli sulla grandezza dell’impero britannico realizzati per adornare le Camere a Westminster ma rifiutate dal Parlamento perché troppo esotiche (le opere sono ora in mostra presso Brangwyn Hall a Swansea).

Dopo la Prima guerra mondiale, che lo vide artista ufficiale, realizzò alcuni affreschi nel duomo di Jefferson City, Missouri e fu scelto da Nelson Rockefeller per decorare una parte del RCA bulding a New York, insieme a Diego Rivera e José Maria Sert, e si dedicò principalmente al design e all’attività di decoratore.

Lettore dvd portatile. DVD+RW Alliance

August 22nd, 2008

Il DVD+RW Alliance (Alleanza DVD+RW) è un gruppo di produttori hardware elettronico, archiviazione ottica e software che hanno creato e promosso un formato standard di registrazione e riscrittura dei DVD conosciuto come il formato plus (più).
I formati sono 3: [[DVD+R]] (rilasciato nel 2004), [[DVD+RW]] (rilasciato nel 2004) e [[DVD+R DL]] (rilasciato nel 2005).

Formati rivali

I formati rivali sono: DVD-R, DVD-RW e DVD-RAM promossi dal DVD Forum.

[[en:DVD+RW Alliance]]
[[ja:DVD+RWアライアンス]]
[[pl:DVD+RW Alliance]]
[[pt:DVD+RW Alliance]]

Lettore dvd portatile. Kaffeine

August 22nd, 2008

Kaffeine è il più completo lettore multimediale per sistemi Unix-like che usano KDE (K Desktop Environment).

Il back-end predefinito di Kaffeine è basato sulla xine-lib. Può anche usare KPlayer se installato. Con la versione 0.7 è stato aggiunto il supporto a Gstreamer, e ora è in grado di utilizzare i tre più usati media framework per Linux. Questi tre media framework permettono di riprodurre quasi tutti i formati audio e video, tuttavia alcuni di questi sono eseguibili con codec proprietari.

Permette lo streaming online e l’esecuzione di DVB, DVD, VCD e CD audio.

Tramite il pacchetto Kaffeine-mozilla è possibile integrare il player in Firefox o derivati.

Taccuino. Pier Antonio Quarantotti Gambini

August 21st, 2008

Biografia

Vive durante l’infanzia e l’adolescenza a Semedella, nel comune di Capodistria, luogo che spesso riaffiora nelle sue creazioni letterarie. Dopo gli studi medi e liceali presso il ginnasio Carlo Combi di Capodistria, si trasferisce a Torino, dove inizia a collaborare con il quotidiano La Stampa. A Torino si laurea in giurisprudenza. I suoi primi racconti, riuniti nel volume I nostri simili (1932), suscitano l’interesse di Eugenio Montale, che ne fa un recensione nella rivista letteraria PegasoVedi Eugenio Montale, in: Pegaso, Milano-Firenze 1933. Nel 1937, grazie all’ interessamento dell’editore Treves, pubblica la La rosa rossa, romanzo scritto alcuni anni prima e che verrà successivamente rielaborato nel 1947 e nel 1960. Durante la guerra, Quarantotti Gambini, trasferitosi a Trieste, viene incaricato della conduzione della biblioteca civica Attilio Hortis. Al termine del conflitto stabilisce la propria residenza a Venezia dove dirigerà per quattro anni (1945-1949) un’emittente semi-clandestina: Radio Venezia Giulia.

Nel 1947 arriverà finalmente, con il secondo romanzo: L’Onda dell’incrociatore, il grande successo di critica e di pubblico. La fama dello scrittore si consoliderà negli anni successivi, grazie ad alcune pregevoli opere di narrativa fra cui : Amor militare (1956), Il Cavallo di Tripoli e soprattutto La Calda vita (1958), forse la sua novella più ambiziosa. Negli anni cinquanta e sessanta si dedica anche alla saggistica e al giornalismo: Primavera a Trieste (1951), Sotto il cielo di Russia (1963), e Luce di Trieste (1964), sono opere che avranno una certa diffusione in Italia e all’estero. Pier Antonio Quarantotti Gambini ci ha lasciato anche una raccolta di poesie, Racconto d’amore, pubblicata nello stesso anno della morte, avvenuta a Venezia nella primavera del 1965.

Il narratore e il poeta

Come si è precedentemente accennato, la prima esperienza letteraria di Quarantotti Gambini, la raccolta I nostri simili, del 1932, viene recensita da Eugenio Montale. Il grande poeta ligure intuisce le potenzialità del giovane autore, pur tuttavia denuncia, nei tre racconti in cui il libro si articola, uno psicologismo talvolta ingombrante di netta derivazione mitteleuropea. Il primo romanzo dello scrittore, La Rosa rossa terminato nel 1934, anche se dato alle stampe solo nel 1937, rivela, a distanza di soli due anni dalla precedente raccolta, una maturazione stilistica di ampie proporzioni. La vicenda è costruita su storie diverse,incastonate perfettamente fra di loro, le quali si inseriscono in un piano narrativo globale delineato fin nei minimi particolari.

Nel 1947 viene dato alle stampe L’Onda dell’incrociatore, forse la sua più alta creazione. Con questa novella, coronata da un grande successo di critica e di pubblico, Quarantotti Gambini vince il Premio Bagutta (1948). La vicenda si impernia sulle inquietudini di tre adolescenti che si affacciano alla vita, analizzate dall’autore con la consueta finezza psicologica che contraddistinguerà anche la sua produzione successiva: Amor militare, Il cavallo di Tripoli e La Calda vita.

Pier Antonio Quarantotti Gambini chiuderà la propria traiettoria umana e letteraria con una raccolta di poesie uscita postuma: Racconto d’amore (1965), dedicata all’amico Umberto Saba.

Il Giornalista e il saggista

Lo scrittore è conosciuto anche come giornalista fecondo, fin da quando, giovane studente universitario, inizia a scrivere per La Stampa di Torino nei primi anni trenta del novecento. Successivamente pubblica un gran numero di articoli nei maggiori quotidiani nazionali (Il Messaggero, Il Tempo di Roma, Il Corriere della Sera, ecc.) e nelle riviste più prestigiose, (soprattutto, ma non solo, letterarie: Solaria, Pan, Il Ponte ecc.).

Di lui ci sono restati anche tre celebri saggi: Primavera a Trieste (1951) Sotto il cielo di Russia (1963) e Luce di Trieste (1964). Il primo di essi è una vibrante rievocazione della rivolta antinazista e della successiva occupazione titina che sconvolsero Trieste nella primavera del 1945. Il secondo è un taccuino di viaggio nel mondo comunista sovietico nel momento di massima tensione fra quest’ultimo e l’occidente europeo e nordamericano. Il terzo è un ampio e affascinante affresco della vita politica, economica e culturale della Trieste degli anni sessanta, filtrato attraverso le esperienze personali dello scrittore e quelle degli amici ancora viventi o scomparsi (primo fra tutti Umberto Saba).

Radici istriane

I legami fra lo scrittore e la sua terra natìa, l’Istria, hanno fortemento influenzato la narrativa e la saggistica di Pier Antonio Quarantotti Gambini. Quasi tutti i suoi romanzi sono infatti ambientati in Istria, terra mitica dell’infanzia e dei primi affetti, rivisitati alla luce tenue del ricordo con l’amara consapevolezza talvolta, che il mondo di cui sono emanazione è per sempre e definitivamente tramontato.

Fra il 1945 e il 1949 , lo scrittore dirige Radio Venezia Giulia, da lui stesso creata, con il fermo proposito di mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica italiana e internazionale sulla fragilità delle frontiere orientali dell’Italia e sul dramma degli esuli. Ciò non gli impedirà di condannare con fermezza l’istigazione all’odio etnico e i rigurgiti sciovinisti alimentati da alcuni partiti politici nazionali e da numerosi movimenti di estrema destra presenti nell’area giuliana.

All’inizio degli anni cinquanta prenderà posizione contro l’annessione della zona A del Territorio Libero di Trieste all’Italia e della zona B alla Slovenia comunista, caldeggiando la costiuzione di uno stato indipendente, comprendente entrambe, come unica salvaguardia dell’italianità del capodistriano e degli altri territori successivamente assegnati alla Jugoslavia con il Memorandum di Londra (1954).

Note

Taccuino. La città delle maschere

August 21st, 2008

La città delle maschere è un libro della serie Stravaganza, la serie di libri per ragazzi scritta da Mary Hoffman.

La trama

La storia inizia con Lucien Mulholland, un adolescente ricoverato con chemioterapia. Suo padre gli regala un taccuino rosso poiché il ragazzo non può più parlare per la malattia e l’unico modo con cui può comunicare è scrivendo.
Lucien si addormenta con il mano il taccuino e si risveglia nell’incantevole Bellezza, una città rinascimentale molto simile a Venezia e che si trova nel regno di Talia (Italia). Bellezza è governata dalla bellissima e sempre giovane Duchessa.

Quì incontra l’avventurosa Arianna Gasparini, una ragazza della sua età che diventa la sua guida nella città e che desidera diventare gondoliera.
Arianna non abita a Bellezza, ma in un isola vicina e perciò non è cittadina di Bellezza. Si è inoltrata nella città in un giorno di festa, durante il quale è vietato l’accesso ai non cittadini, nella speranza di essere scelta dalla Duchessa come gondoliera.
Sfortunatamente per Arianna, Lucien (che in Talia viene chiamato da tutti Luciano) viene scelto per quel prestigioso incarico e conosce la Duchessa e Rodolfo Rossi, un potente maestro dalle arcane conoscenze. Rodolfo capisce subito che Lucien è uno straniero e rivela al ragazzo che i due sono degli Stravaganti, viaggiatori di un ordine segreto che si possono spostare tra il mondo di Lucien e quello di Rodolfo usando un talismano (un oggetto) proveniente dall’altro mondo.

Lucien decide di continuare la sua attività di Stravagante e scopre con sorpresa che quando si trova a Talia la sua malattia scompare e che il tempo scorre più lentamente nel mondo parallelo al suo (per questo motivo Talia è situata nel Rinascimento e non al giorno d’oggi).
Inoltre mentre si trova a Talia Lucien non possiede un ombra, mentre il suo corpo si trova in Italia ed è incosciente, dunque chiunque lo veda pensa che Lucien stia dormendo. Pultroppo Lucien viene rapito da nemici della Duchessa, gli viene sottratto il suo taccuino ed è costretto a rimanere a Bellezza, così i suoi genitori si convincono del fatto che il giovane sia in coma ed infine decidono di ricorrere all’eutanasia. Lucien muore in Inghilterra, ma comprende di essere ancora vivo a Talia (con sua grande sorpresa appare la sua ombra), di essere nuovamente sano e di essere diventato un abitante del regno parallelo.
Rodolfo gli rivela che potrà tornare a Londra, ma che avrà bisogno di un talismano proveniente dal nostro mondo e che i suoi viaggi dovranno essere brevi.

Lettore dvd portatile. DVD Forum

August 21st, 2008

IL DVD Forum è un organizzazione internazionale composta da compagnie di hardware, software media che usano e sviluppano il formato DVD.
Inizialmente era conosciuto come il Consorzio DVD quando fu fondato nel 1995.

Dal 2003, il DVD Forum ha oltre 230 membri.

Taccuino. Marcellano

August 21st, 2008

Marcellano è una frazione del comune di Gualdo Cattaneo (PG).

È situato in cima ad una piccola collina (396 m s.l.m.), nelle immediate vicinanze di Collesecco, che costituisce la parte moderna del paese, notevolmente cresciuta in dimensioni. Attualmente, la popolazione residente è di qualche decina di unità. Il paese è praticamente costruito sui resti di un castello medievale, mantenendone le caratteristiche di arroccamento e dominio della piccola valle.

Nella loro totalità, Collesecco e Marcellano sono abitati da 438 residenti (dati Istat, censimento 2001).

Storia

Secondo la tradizione, il nome del paese deriva da Marcellus o dalla Gens Marcella (collegata alla XLI Legione dell’Esercito Romano), a cui venne concesso il territorio ai tempi di Augusto, come pagamento per i servigi prestati. Il nome appare per la prima volta, ufficialmente, in atti del XIII secolo, nei quali si annota una popolazione di circa 700 persone. Nel 1219 il paese venne occupato dal generale ghibellino Napoleone di Coccorone, agli ordini di Federico II. Solo qualche tempo dopo tornò sotto il dominio guelfo di Todi. All’inizio del XVII secolo l’abitato si abbellisce di chiese ed opere d’arte, soprattuto grazie al vescovo Ancaiani e ad una famiglia di nobili locali, i Cori. Con l’unità d’Italia (1861), Marcellano passa sotto la giurisdizione di Gualdo Cattaneo.

Economia

Il territorio è inserito nella Strada del Sagrantino, un circuito vinicolo-turistico che raccoglie aziende agricole dei comuni di Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria e Castel Ritaldi: pertanto, l’agricoltura e la viticoltura rappresentano una notevole ricchezza. Durante le festività natalizie, un gran numero di turisti (circa 30′000, in diverse giornate non contigue) si raccoglie nel paese per visitare il Presepe Vivente.

  • Chiesa di Sant’Andrea (XIV secolo), contenente alcune opere attribuibili al pittore seicentesco Andrea Polinori ed un fonte battesimale del ‘600;
  • Presepe vivente (1984), uno dei più noti in tutta l’Umbria ed assai frequentato dai turisti, ambientato all’interno ed all’esterno delle vecchie abitazioni. Un centinaio di figuranti in costume fanno rivivere l’atmosfera e i mestieri dell’antica Palestina;
  • Chiesina di Madonna del Ponte (XVI secolo), ai piedi del castello, con alcuni affreschi coevi;
  • Chiesa di S. Angelo Sconsolo (XII secolo), presso Collesecco, di stile romanico, oramai in stato di abbandono.

Lettore dvd portatile. S-VHS

August 21st, 2008

Introdotto in Giappone nel 1987, il S-VHS (Super VHS) è una versione migliorata del VHS.

Caratteristiche tecniche

Esteriormente un nastro S-VHS è identico ad un nastro VHS (1/2 pollice di larghezza). Ciò che lo rende superiore al VHS è una definizione più elevata (400 linee contro le 240 del VHS) e una qualità dell’immagine complessivamente migliore.

Il S-VHS non è mai riuscito a prendere il posto del VHS sul mercato a causa degli elevati costi sia delle apparecchiature (VCR e videocamere) sia dei supporti.

Il futuro

Il mercato delle videocassette è destinato a venir sostituito dalle tecnologie di videoregistrazione digitale: dal DVD ma ancor più probabilmente da Blu-ray Disc e HD DVD.

Lettore dvd portatile. DVD+RW

August 21st, 2008

Un DVD+RW è un disco ottico riscrivibile con la stessa capacità di un DVD+R: 4,7GB.
Il formato fu sviluppato dalla [[DVD+RW Alliance]] nel 1997.
Lo sviluppo di questo formato fu abbandonato fino al 2001 quando venne fortemente rivisto e passò dalla capacità di 2,8GB alle attuali capacità di 4,7GB.
I meriti dello sviluppo di questo nuovo formato sono dovuti alla Philips (membro della DVD+RW Alliance).
Il suo competitore diretto è il DVD-RW, formato del DVD forum.
Il DVD+RW fu progettato principalmente per l’archiviazione dei dati.
Il DVD+RW supporta l’accesso casuale in scrittura, ovvero i dati possono essere aggiunti e rimossi senza cancellare l’intero disco.

Funzionamento

Il DVD+RW è composto da una lega di metallo a transizione di fase, solitamente di GeSbTe.
La lega può mutare da uno strato cristallino e uno amorfo e viceversa, cambiando la riflettività, che dipende dalla potenza dell’impulso laser.
I dati possono essere così scritti, cancellati e riscritti.[[en:DVD+RW]]
[[es:DVD+RW]]
[[pl:DVD+RW]]
[[uk:DVD+RW]]
[[zh:DVD+RW]]

Lettore dvd portatile. .iso

August 21st, 2008

Un file con estensione .iso, chiamato anche immagine ISO, è un file che contiene l’intero file system di un disco ottico (CD o DVD) che può essere usato direttamente (tramite software di emulazione) oppure inciso su un supporto fisico tramite il processo di masterizzazione.

Il nome dell’estensione deriva da ISO 9660 che è il nome del file system standard per i CD-ROM e che coincide con il contenuto del file .iso.

Compatibilità

Quest’estensione in pratica è riconosciuta da quasi tutti i programmi per la masterizzazione, che la utilizzano appunto per memorizzare il contenuto di un CD o un DVD.
È de facto riconosciuta come principale estensione dei file di immagine disco.

Utilizzo

A seconda del programma utilizzato può essere masterizzata direttamente su disco oppure essere montata su una perifierica virtuale/emulata.

Masterizzazione

L’utilizzo più comune dei file .iso è quello di masterizzarli su CD o DVD vergine in modo da riportare il contenuto direttamente sul supporto masterizzato. Questo, nel caso si tratti dell’installazione di un software, una volta inserito nel lettore CD/DVD darà avvio all’autorun che installerà il programma/sistema operativo o che comunque darà accesso ai file contenuti nell’archivio .iso iniziale.

Emulazione

Un altro metodo, altrettanto valido, è quello di utilizzare programmi che creino un drive virtuale aggiuntivo nel computer, a cui è possibile associare (montare) il file .iso e che il sistema operativo vedrà a tutti gli effetti come un lettore CD/DVD dal quale è possibile accedere al contenuto del file .iso. I programmi più famosi di questo tipo sono Daemon Tools e Alcohol 120%.

Il vantaggio di adottare questo metodo è quello di una maggiore velocità di installazione, avvio ed esecuzione dei comandi, in quanto la lettura avviene dall’hard disk (più veloce rispetto a qualsiasi lettore CD/DVD).

Come archivio

I file immagine con estensione .iso vengono letti da molti programmi, tra i quali WinISO e WinRAR che sono in grado di scompattarli nella cartella indicata, salvandone il contenuto sull’hard disk. Se si tratta di una applicazione, resta da cliccare sull’eseguibile che procede all’installazione come se avvenisse da CD. Se si tratta di un sistema operativo è possibile solo l’installazione di alcune sue applicazioni. Questa soluzione è solitamente sconsigliabile poiché uno dei vantaggi dei file .iso è quello di memorizzare anche informazioni quali la posizione dei file su CD/DVD o l’etichetta di volume, che vanno perse se si estrae il file .iso.

Possibile utilizzo illecito

Ultimamente i produttori software vedono il formato .iso come una minaccia dato che un file “immagine disco” è effettivamente un modo per aggirare le protezioni da copia: i CD masterizzati da .iso sono perfettamente uguali agli originali e facilmente reperibili in rete.

Alternative

Altre estensioni per file di immagine disco sono .mds e .nrg (formato proprietario di Nero Burning ROM).

Lettore dvd portatile. Media player

August 21st, 2008

Un media player è un software per l’esecuzione di file multimediali. La maggior parte dei media player supporta vari formati, includendo sia file audio e file video.

Ci sono anche media player che possono solo eseguire audio o video, questi sono conoscituti rispettivamente come audio player e video player. Questi player, in ogni modo, possono dare il meglio per l’esperienza dell’utente, in quanto vengono specificamente adattati al tipo di multimedia, che esso sia solo audio o solo video.

Un Media player sfrutta dei codec, per la corretta audiovisione di clip audio/video. Il Media player è un riproduttore di file multimediali in vari formati, sostanzialmente derivati dello standard MPEG (Moving Picture Experts Group), nato nel 1988. Si tratta di un sistema di decodificazione di un segnale digitalizzato compresso in un segnale idoneo alla riproduzione del segnale audio/video originale.

Anche il formato DVD, ad esempio è una categoria di MPEG (MPEG-2 del 1990) e per questo può venire decodificato all’interno di un media player. Stesso discorso vale per il formato DivX e per ogni altro formato per cui esista un codec (COdificatore-DECodificatore) inserito all’interno del lettore multimediale stesso.

Affinché un lettore funzioni è necessario che sia installato il decodificatore specifico di quel particolare filmato: in Internet si possono trovare ormai decine di differenti formati e difficilmente un solo lettore è in grado di decodificare tutti i formati.

Ecco alcuni esempi di Media player:

  • Windows Media Player
  • RealPlayer
  • QuickTime Player
  • iTunes
  • Winamp

Lettore dvd portatile. Lettore multimediale (dispositivo)

August 20th, 2008

Un lettore multimediale è una evoluzione di un lettore mp3, caratterizzato solitamente da un elevata capacità di memoria e quindi comprendente un disco rigido.
Con un lettore multimediale si ha la possibilità di vedere video e film di vari formati (AVI,MPEG…), ascoltare la musica in mp3 o WMA o altri formati.
Solitamente gli vengono aggiunte anche altre funzioni come: registratore vocale, radio FM, registratore da tv o da lettore DVD, visualizzatore di file di testo (txt e USB OTG).
Lettori multimediali sono stati messi in commercio (da società come Archos, Iriver…) solo recentemente e ancor oggi risultano costosi (con un prezzo dai 300€ in su).
Nei prossimi anni potranno subire la concorrenza dei nuovi dispositivi UMPC(Ultra Mobile PC) prodotti da Sony, Samsung e Microsoft

Lettore dvd portatile. Lettorato (università)

August 20th, 2008

Il lettorato nelle università, è il corso pratico di lingua straniera tenuto da un lettore.

Il termine indica il compito, la carica di lettore. Sono diffusi i lettorati di lingua straniera nelle università. In senso temporale indica anche la durata dell’incarico.

Attività di lettorato

Diversi istituti di istruzione prevedono nel loro piano di istruzione lo studio di una o più lingue moderne, e per migliorarne l’apprendimento-insegnamento viene coinvolto personale madrelingua che può affiancare il docente anche durante il periodo di docenza partecipando a discussioni o altre attività. Numerosi sono i vantaggi tra cui quello di ampliare il vacabolario degli studenti.